mercoledì 1 aprile 2009

Fare testamento

Molti di noi lo hanno atteso per molto tempo, forse per anni. Alcuni hanno cominciato a pensarci solo in ragione delle ultime chiassose vicende. Altri ancora si trovano di fronte alla necessità di una regolamentazione, per via della loro situazione personale o della loro professione. Fatto sta che quello del testamento biologico, come è stato chiamato, è un argomento che è stato in grado di smuovere le coscienze dei più, come ben pochi altri argomenti o fatti sono stati in grado di fare.

Oggi come oggi il diritto del paziente a disporre del suo corpo non è tutelato da alcun legge, o quanto meno non direttamente, soprattutto nel momento in cui questo si trovi nelle condizioni di poter esprimere la propria volontà. Ma esistevano certo delle possibilità di "farsi ascoltare", in qualche modo. È quello che è accaduto con il cosiddetto "caso Englaro", in cui una ragazza si è vista far valere le proprie volontà dopo un lungo iter giudiziario. Insomma, la giurisprudenza arriva dove il Parlamento non è interessato a guardare. Andiamo con ordine:
Il 16 ottobre 2007 la Corte di Cassazione invia il caso Englaro, iniziato nel '99 a Lecco, all'attenzione della Corte d'Appello di Milano sostenendo che "il giudice può autorizzare l’interruzione in presenza dello lo stato vegetativo irreversibile del paziente e l’accertamento che questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento". Nel 2008, il 9 aprile, giunge in fine la sentenza di quest'ultima Corte: Eluana Englaro può essere liberata dall'alimentazione e dall'idratazione forzate. Un iter lungo 9 anni dovuto all'assenza di una legge chiara in materia di "fine vita". Ma, guarda caso, una legge era stata proposta: il 29 aprile 2008, quindi prima della sentenza della Corte d'Appello meneghina, il sen. Marino presentava al Senato un testo avente per titolo "Disposizioni in materia di consenso informato e dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l'accanimento terapeutico, nonché in materia di cure palliative e terapia del dolore". L'argomento è intuibile mi pare...

11 mesi dopo, il 26 marzo 2009, il Senato si decide quindi a votare la legge. Era ora. Forse. Ma come, perché così poco entusiasmo? Infondo, siamo sempre più vicini al giorno in cui saremo certi che i medici saranno tenuti a rispettare la nostra volontà, al giorno in cui sarà scritto nero su bianco che "io e solo io posso disporre del mio corpo, della mia vita e della mia morte". O no? Ecco spiegato il misfatto: l'effetto ultimo della legge è eliminare dalla faccia del bel paese ogni possibilità di far valere la propria volontà. No, giuro, non sono impazzito! Tutto questo ha un senso. Il 26 marzo, in fatti, il Senato approva un emendamento dei senatori Fosson e Cintola, che elimina da un articolo del disegno di legge l'obbligo per il medico di rispettare la volontà del paziente. Ed ecco l'inghippo: questa "piccola" modifica, di fatto, elimina ogni possibilità di far valere le proprie volontà, perché se prima poteva esistere una via "giurisprudenziale" -quello che è accaduto con il caso Englaro- se ora un medico decidesse di non tenere in considerazione i desideri del malato, sarebbe completamente legittimato a farlo. In poche parole, il caso Englaro si sarebbe risolto con un secco "no, il medico ha tutti i diritti di non staccare la spina". Punto.

Mi chiedo ora a chi serva questa legge: non certo agli Italiani, che sembrano, secondo i sondaggi, di voler scegliere della propria esistenza (oddio, come se servissero dei sondaggi per affermarlo... ma va be', meglio non dare nulla per scontato), posizione condivisa anche dai Cattolici. Non sono certo di avere una risposta. Per ora ho solo dei dubbi, ma sono alla ricerca di una soluzione a questo dilemma: se non posso scegliere io della mia personale vita, chi ha il diritto di farlo per me? Chi può negarmi la libertà di decidere se vivere o morire, se nutrirmi o digiunare? Forse è bene pensarci, non si sa mai: al prossimo giro cosa mi impediranno di scegliere?

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