sabato 11 aprile 2009

Berlusconi è libero di scivolare davanti agli accondiscendenti media italiani

di Tana de Zulueta, The Guardian, 10 aprile 2009:

Scioccati? Indignati? Difficile a dirsi, per il vero. La maggior parte degli Italiani semplicemente non sa che Silvio Berlusconi ha comparato la disperata situazione delle vittime del terremoto costrette a dormire in tenda col rigido clima abruzzese ad una vacanza in campeggio.
Le trasmissioni italiane hanno garbatamente ignorato lo scivolone. Il buonuomo, dopotutto, stava solo cercando di mantenere il morale alto a tutti. Di fatto anche tutti i giornali del paese si sono comportati allo stesso modo. Solo i lettori del giornale di estrema sinistra "Il Manifesto" sono stati informati con una breve nota: "Il «giorno in campeggio» fa scandalo. Ma solo all'estero". Tutto qui, davvero. Fine delle preoccupazioni. Se puoi sopportare lo spettacolo del tuo Primo Ministro che sfila davanti alle telecamere, la grande solennità e una povera anziana donna senza casa con in testa un elmetto da pompiere troppo grande per lei, puoi sopportare tutto.

Il Berlusconi che fa figuracce è una notizia all'estero, non in casa. La sbalorditiva striscia di buffonate e sregolatezze che Berlusconi ha acceso in giro per l'Europa come il fatto di mettersi sotto le luci di Barack Obama ha lasciato attonito il resto del mondo, e apparentemente rassegnati la maggior parte degli Italiani. È una vecchia storia che può stupire chi non c'è dentro, ma non chiunque abbia familiarità con i media italiani.

I problemi di solito iniziano quando Berlusconi si avventura all'estero. A Mosca, alla fine dello scorso anno, ha definito l'allora presidente designato Obama "bello, giovane e abbronzato". (Parlando per i molti Italiani imbarazzati, Carla Bruni-Sarkozy disse di essere felice di non essere più una cittadina italiana.) Nel 2003, durante un dibattito al Parlamento Europeo a Strasburgo ha definito un parlamentare tedesco "kapò", come venivano chiamate le guardie nei campi di concentramento nazisti, e disse che lo avrebbe indicato per una parte in un film sui campi. Nello stesso anno cercò di guadagnarsi gli investitori a New York con la frase: "Un'altra ragione per investire in Italia è che abbiamo delle belle segretarie." E la lista continua.

In casa, ad ogni modo, l'immagine e le apparizioni pubbliche di Berlusconi sono gestite minuziosamente. Sceglie le domande, il suo staff pianifica ogni uscita ed apparizione, le telecamere sono posizionate dove lui e chi lo aiuta pensano sia un angolatura che lo fa rendere al meglio. Ricordate, la metà dei giornalisti in Italia lavora per lui, e l'altra metà sa che un giorno potrebbe doverlo fare.

Attraverso il suo gruppo editoriale, Mediaset, Berlusconi e la sua famiglia controllano tre canali nazionali privati (la compagnia pubblicitaria di famiglia Publitalia inoltre rifornisce molti degli altri), due quotidiani, una serie di riviste, il maggior circuito cinematografico e la più grande casa editrice del paese. Conflitto di interessi? Cancellato da una legislazione ad personam che il passato breve governo di sinistra dalla vita dura non è riuscito ad abolire. Grazie ad un'altra legge Berlusconi ha scavalcato la corte costituzionale ed ha legalizzato il suo monopolio consolidando il suo controllo politico assoluto sopra il servizio televisivo pubblico della RAI.

Anche mentre il terremoto in Abruzzo continua a causare disastri, tutti gli impieghi di alto livello in RAi sono lì pronti per essere presi. Il Parlamento ha preso accordi per un nuovo gruppo di direttori, ed ora Berlusconi ed i suoi alleati stanno spostando la loro attenzione sulle sale stampa. Tutti gli attuali capi delle tre reti televisive, dei telegiornali e dei servizi radio della RAI verranno riassegnati. Come vuole la tradizione il Primo Ministro selezionerà la dirigenza del TG1, il notiziario principale della RAI. L'attuale titolare, apparentemente conscio del potere barcollante di Prodi, è sempre stato eccezionalmente educato con Berusconi anche quando era all'opposizione. Gli è stato garantito un morbidissimo atterraggio come direttore del maggiore quotidiano del paese, il Corriere della Sera.
Dovrebbe essere un motivo di preoccupazione per ogni Italiano che la contrattazione politica riguardo alle alte posizioni nei media del paese sia di così vasta portata da mettere nello stesso calderone il più importante quotidiano privato e la televisione di stato. Ma nessuno ha battuto ciglio, la notizia della nomina è stata registrata con zelo da ogni media del paese.

In questa situazione il concetto reale dei media intesi come supervisori è stato murato nell'insignificanza. Ci saranno, senza alcun dubbio, alcuni eccellenti resoconti investigativi sul perché così tanti edifici di recente costruzione siano crollati durante l'ultimo terremoto - nonostante le vigenti, ma apparentemente in gran parte ignorate, leggi sull'edilizia. Ma se siamo fortunati, verranno mostrati in seconda serata su un canale tradizionalmente concesso all'opposizione. Questo se il nuovo nominato deciderà di rinnovare in contratto ai migliori giornalisti investigativi.

Al suo ritorno dalla sua visita a Londra e Strasburgo, Berlusconi si è infuriato pubblicamente contro quei giornalisti che hanno avuto la sfrontatezza di riportare le sue figuracce. "Prenderemo provvedimenti" ha minacciato. Il primo provvedimento che il sig. Berlusconi dovrebbe prendere, ad ogni modo, è riflettere più attentamente prima di aprire bocca.

venerdì 10 aprile 2009

A golden chance

"Suddenly a earthquake hit the town of San Juan
Ka-pow, Die
They stubble and fall
Bye bye
Keep away from the wall
But one guy
Was having a ball
The tragedy a golden chance for Peron"

[The lady's got potential, "Evita" by Tim Rice & Andrew Lloyd Webber]

sabato 4 aprile 2009

Una legge contro i diritti (Scienza vs. Italia: secondo atto)

"Una legge contro i diritti". È così che Nature titola un suo editoriale del 2 aprile riguardo alle discussioni parlamentari italiane sul testamento biologico. Ovviamente la notizia della presa di posizione di quella che è una delle più antiche e rinomate riviste di scienze naturali del pianeta è passata in secondo piano in Italia (ne sono venuto a conoscenza grazie alla collaborazione della Vale -grazie-): evidentemente il resto del mondo è più preoccupato di quanto non siamo noi italiani dell'incostituzionalità e della nefandezza etica e deontologica di cui questa legge è permeata.

Come'è già successo, quindi, pubblico la traduzione dell'articolo di Nature, senza ulteriori fronzoli:

Una legge contro i diritti.
Il Senato Italiano ha approvato una legge che ignora le volontà dei pazienti e la stessa costituzione del paese.

Il 26 marzo, il Senato italiano ha approvato una legge che darebbe ai medici nel paese il diritto di non tener conto delle volontà espresse da vivi delle persone che si trovano in uno stato vegetativo persistente, e prova a tenere i pazienti in vita con l'alimentazione artificiale.

La misura ha causato un'intensa controversia. Molti paesi hanno leggi, o codici di pratica medica stabiliti, che proteggono le volontà espresse da un individuo di rifiutare trattamenti se diventasse gravemente incapacitato ed incapace di comunicare. Nella maggior parte degli stati degli USA, per esempio, un medico deve negoziare con i parenti attraverso un comitato etico se crede che un paziente così invalido possa beneficiare di trattamenti aggiuntivi. La legge italiana, comunque, che deve ora essere discussa alla camera bassa del parlamento, la Camera dei Deputati, permette esplicitamente ai medici di ignorare la volontà espressa in vita. Inoltre dichiara che la nutrizione artificiale - la quale richiede che un tubo per il nutrimento venga impiantato nello stomaco - non è un intervento clinico.

Curiosamente, la legge proposta è applicata solo a quella specie di prolungato e profondo coma noto come stato vegetativo persistente, e non ad altre malattie similmente incapacitanti. Questo perché la legge è stata suggerita dalla recente e pubblicizzata morte di Eluana Englaro, che ha passato 17 anni in stato vegetativo dopo un incidente stradale all'età di 21 anni. Suo padre, argomentando che la figlia aveva espresso il desiderio di essere lasciata morire se incapacitata, ha fatto pressioni affinché i dottori riluttanti cessassero l'alimentazione artificiale. Ha intrapreso infine un'azione legale, vincendo in una corte dopo l'altra contro gli appelli di tutti i dottori. A febbraio, l'ha fatta finalmente portare in un ospedale predisposto alla rimozione del tubo per il nutrimento. Il Primo Ministro Silvio Berlusconi ha emanato un decreto d'emergenza per bloccare il processo, ma il Presidente italiano ha rifiutato di firmarlo. La crisi costituzionale è stata scongiurata dalla morte della Englaro il 9 febbraio.

Indagini hanno indicato che una grane maggioranza di Italiani non sopporta l'idea che le proprie volontà possano essere ignorate. Ma le più importati società scientifiche sono state in silenzio. La Federazione dei Medici Italiani ha pubblicato solo una timida dichiarazione, dopo il voto al Senato, sostenendo che avrebbe dovuto essere consultata.

Per quanto fosse tragica la situazione della Englaro, l'emozione incendiata dai media non è una buona base per legiferare. La Costituzione Italiana dice che nessuno può subire trattamenti sanitari senza averli approvati. La Camera dei Deputati si deve ora accertare che la legge sia ispirata da un adeguato livello di ragionamento scientifico e legale, e che incontri le condizioni costituzionali. La discussione ha necessità di abbracciare la richiesta di una più ampia consultazione con la comunità medica e dovrebbero essere inserite clausole riguardanti l'obiezione di coscienza del personale sanitario. Ma ad un medico la cui coscienza preclude di rimuovere personalmente l'alimentazione artificiale non dovrebbe esser data l'ultima parola sulla vita o la morte di un paziente le cui volontà sono chiaramente espresse.
"A bill against rights" Nature 2009 Apr 2; 458(7238):550

mercoledì 1 aprile 2009

Redenzione per il Papa?

Ovviamente che Dayana Mendoza (Miss Universo, se qualcuno fosse interessato...) abbia scoperto quanto siano forti ed intelligenti i cani militari di Guantanamo è una notizia da prima pagina. Ma molto meno lo è il fatto che The Lancet (non certo al rivista delle Giovani Marmotte, quindi) abbia pubblicato un editoriale sulle dichiarazioni del papa. Forse quello che è passatao in Italia è stato giusto uno stralcio qua e là. E i pochi che lo hanno citato, hanno ovviamente dato l'ultima parola alla Santa Sede, che critica la più autorevole rivista medica del mondo, accusandola di non essere a conoscenza del fatto che HIV supera il profilattico in quanto è più piccolo di uno spermatozoo. Effettivamente il ragionamento scientifico non fa una piega: è risaputo che il latice è stato inventato da Dio con pori tali per cui lo spermatozoo non passa -vero-, ma HIV sì. Evidentemente anche gli uomini di chiesa sono ossessionati dalle dimensioni...

Ecco il famigerato articolo. E scusate se è poco.

Redenzione per il Papa?
26 marzo 2009

La scorsa settimana il Vaticano è stato sotto pressione per una quantità senza precedenti di condanne internazionali, dopo che Papa Benedetto XVI ha fatto una dichiarazione oltraggiosa ed enormemente inesatta riguardo ad HIV/AIDS. Alla sua prima visita in Africa, il Papa ha detto ai giornalisti che la lotta del continente contro la malattia è un problema che "non può essere risolto con la distribuzione dei profilattici: al contrario lo aumentano".

L'opposizione etica della Chiesa Cattolica nei confronti del controllo delle nascite ed in supporto alla fedeltà coniugale e all'astinenza nella prevenzione di HIV è ben nota. Ma, dicendo che i profilattici esacerbano il problema di HIV/AIDS, il Papa ha pubblicamente distorto l'evidenza scientifica al fine di promuovere la dottrina Cattolica in materia.

La comunità internazionale ha prontamente condannato il commento. I governo di Germania, Francia e Belgio hanno rilasciato dichiarazioni critiche sulla visione del Papa. Julio Montaner, presidente della International AIDS Society, ha definito il commento "irresponsabile e pericoloso". UNAIDS, lo UN Population Found e l'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno rilasciato e aggiornato dichiarazioni di posizione riguardo alla prevenzione di HIV e ai profilattici, nelle quali dicono che "il preservativo maschile in latice è l'unica e più efficace tecnologia disponibile per ridurre la trasmissione sessuale di HIV". Nel bel mezzo del furore, anche il Vaticano ha provato ad alterare le parole del pontefice. Sul sito web della Santa Sede, il responsabile dei media del vaticano, Padre Federico Lombardi, ha citato il Papa facendogli dire che "c'è il rischio che il profilattico... aumenti il problema".

Che l'errore del Papa fosse dovuto all'ignoranza o al deliberato tentativo di manipolare la scienza in supporto dell'ideologia Cattolica non è chiaro. Ma il commento resta in piedi ed il tentativo di rigirare le parole del Papa, cercando di stemperarle con la realtà, non è il modo di proseguire. Quando una personalità influente, sia essa un leader religioso o politico, rilascia una falsa dichiarazione scientifica che potrebbe essere devastante per la salute di milioni di persone, dovrebbe ritrattare o correggere la pubblica dichiarazione. Se il Papa Benedetto facesse qualcosa di meno, compierebbe un'azione dannosa a chi difende la società e la salute, comprese le molte migliaia di Cattolici che lavorano instancabilmente per impedire e prevenire la diffusione mondiale di HIV/AIDS.
"Redemption for the Pope?" The Lancet 2009 Mar 28; 373(9669):1054

Fare testamento

Molti di noi lo hanno atteso per molto tempo, forse per anni. Alcuni hanno cominciato a pensarci solo in ragione delle ultime chiassose vicende. Altri ancora si trovano di fronte alla necessità di una regolamentazione, per via della loro situazione personale o della loro professione. Fatto sta che quello del testamento biologico, come è stato chiamato, è un argomento che è stato in grado di smuovere le coscienze dei più, come ben pochi altri argomenti o fatti sono stati in grado di fare.

Oggi come oggi il diritto del paziente a disporre del suo corpo non è tutelato da alcun legge, o quanto meno non direttamente, soprattutto nel momento in cui questo si trovi nelle condizioni di poter esprimere la propria volontà. Ma esistevano certo delle possibilità di "farsi ascoltare", in qualche modo. È quello che è accaduto con il cosiddetto "caso Englaro", in cui una ragazza si è vista far valere le proprie volontà dopo un lungo iter giudiziario. Insomma, la giurisprudenza arriva dove il Parlamento non è interessato a guardare. Andiamo con ordine:
Il 16 ottobre 2007 la Corte di Cassazione invia il caso Englaro, iniziato nel '99 a Lecco, all'attenzione della Corte d'Appello di Milano sostenendo che "il giudice può autorizzare l’interruzione in presenza dello lo stato vegetativo irreversibile del paziente e l’accertamento che questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento". Nel 2008, il 9 aprile, giunge in fine la sentenza di quest'ultima Corte: Eluana Englaro può essere liberata dall'alimentazione e dall'idratazione forzate. Un iter lungo 9 anni dovuto all'assenza di una legge chiara in materia di "fine vita". Ma, guarda caso, una legge era stata proposta: il 29 aprile 2008, quindi prima della sentenza della Corte d'Appello meneghina, il sen. Marino presentava al Senato un testo avente per titolo "Disposizioni in materia di consenso informato e dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l'accanimento terapeutico, nonché in materia di cure palliative e terapia del dolore". L'argomento è intuibile mi pare...

11 mesi dopo, il 26 marzo 2009, il Senato si decide quindi a votare la legge. Era ora. Forse. Ma come, perché così poco entusiasmo? Infondo, siamo sempre più vicini al giorno in cui saremo certi che i medici saranno tenuti a rispettare la nostra volontà, al giorno in cui sarà scritto nero su bianco che "io e solo io posso disporre del mio corpo, della mia vita e della mia morte". O no? Ecco spiegato il misfatto: l'effetto ultimo della legge è eliminare dalla faccia del bel paese ogni possibilità di far valere la propria volontà. No, giuro, non sono impazzito! Tutto questo ha un senso. Il 26 marzo, in fatti, il Senato approva un emendamento dei senatori Fosson e Cintola, che elimina da un articolo del disegno di legge l'obbligo per il medico di rispettare la volontà del paziente. Ed ecco l'inghippo: questa "piccola" modifica, di fatto, elimina ogni possibilità di far valere le proprie volontà, perché se prima poteva esistere una via "giurisprudenziale" -quello che è accaduto con il caso Englaro- se ora un medico decidesse di non tenere in considerazione i desideri del malato, sarebbe completamente legittimato a farlo. In poche parole, il caso Englaro si sarebbe risolto con un secco "no, il medico ha tutti i diritti di non staccare la spina". Punto.

Mi chiedo ora a chi serva questa legge: non certo agli Italiani, che sembrano, secondo i sondaggi, di voler scegliere della propria esistenza (oddio, come se servissero dei sondaggi per affermarlo... ma va be', meglio non dare nulla per scontato), posizione condivisa anche dai Cattolici. Non sono certo di avere una risposta. Per ora ho solo dei dubbi, ma sono alla ricerca di una soluzione a questo dilemma: se non posso scegliere io della mia personale vita, chi ha il diritto di farlo per me? Chi può negarmi la libertà di decidere se vivere o morire, se nutrirmi o digiunare? Forse è bene pensarci, non si sa mai: al prossimo giro cosa mi impediranno di scegliere?

disclaimer

“MiniTrue” non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62/2001. i file presenti su “MiniTrue” (http://ministerodellaverita.blogspot.com) sono realizzati e controllati con la massima accuratezza possibile. il webmaster non potrà essere ritenuto responsabile di eventuali malfunzionamenti e dei danni, diretti e indiretti, che da essi possano derivare. la pubblicazione di qualsiasi messaggio, informazione, materiale o qualsiasi utilizzo dei sito in violazione alle leggi o ai regolamenti vigenti nella Repubblica Italiana è proibita ed il webmaster si riserva di cancellare ogni genere di informazione ritenuta, a suo insindacabile giudizio, inappropriata. in ogni caso, webmaster non è in grado di esercitare il pieno controllo sulle informazioni pubblicate sul sito web da terzi (commenti ai post, et cetara), pertanto esclude ogni propria responsabilità sia per informazioni immesse sul portale da terzi in violazione alle leggi e ai regolamenti vigenti, che riportate sui siti web ad esso collegati o su esso segnalati. l'utilizzo e/o la consultazione delle informazioni contenute nel sito costituisce accettazione esplicita di quanto sopra.